martedì 3 gennaio 2012

Un nuovo anno... per Me.

Ciao lettori,
                      oggi 03 gennaio 2012
è il giorno del mio compleanno, giorno nel quale si celebra il mio 30° anno di vita, e nel quale mi avvio al 31°anno.

Detto questo voglio precisare che non scrivo per autocelebrazione, e né voglio lanciarmi nei bilanci, cosa che molto spesso ha caratterizzato le pagine del mio diario. E poi questa striscia di Charles M. Schulz è più che esauriente in materia di bilanci.

Scrivo per non lasciar sfuggire questo giorno, così come sono sfuggiti questi giorni di feste appena trascorsi. Diviso tra il lavoro ed il riposo dal lavoro, sono volate due settimane nelle quali mi sono più volte riproposto di appuntare qualcosa sul blog, ma nelle quali non ho avuto modo di impiegarmi in un bel disegno, un bel pensiero eccetera.

Credo che il blog sia un impegno, e l'obiettivo iniziale che mi ero riproposto era questo: impegnarmi nel postare e promuovere il mio lavoro, i miei pensieri, le mie idee. Un proposito molto facile da tradire quando arriva la realtà a dettare i tuoi ritmi. Non voglio però disperarmi per questo, il fatto stesso che non ho iniziato con le scuse ai lettori ne è già un segno. C'ho da fare, ecco tutto.

<< ... PER FAR FELICI GLI ALTRI... >> e non solo aggiungerei, indipendentemente da cosa fanno gli altri per noi... :D

Dato che credo sempre più che disegnare fumetti sia un compromesso tra il proprio "bisogno" e quello degli altri, i lettori, il mio percorso si rende sempre più interessante. Ci sono degli sviluppi professionali, di cui vi parlerò approfonditamente più avanti, che mi portano a riflettere molto su questo, e cioè disegnare per la propria soddisfazione e di conseguenza per quella dei lettori. Sembra una banalità, ma per me non lo è.

Sto realizzando da poco che per far si che i miei disegni risultino "accattivanti" bisogna non solo impegnarsi nella ricerca dell'anatomia giusta, della prospettiva perfetta, nella composizione più organica o nell'espressività più azzzeccata, ma bisogna fare questa cosa con gioia e soddisfazione e non con ansia e frustrazione. Lavorare con soddisfazione è la chiave del successo. Certo detto ad un operaio in catena di montaggio, in sti tempi, o ad un impiegato di call center è una bestemmia, eppure... Non so ben capire in che trappola si è messa la nostra "civiltà" però bisogna sostenere quest'idea: lavorare per la propria realizzazione e soddisfazione.

Mi chiedo solo una cosa: Come mai l'ho iniziato a capire solo ora?
Forse anch'io come il povero Charlie Brown sono mal educato alla felicità ?

Un abbraccio
Da.B.