sabato 13 agosto 2011

Due mantelli...

Ciao a tutti,
                      altro post senza lavori personali. Non si tratta però di una recensione, che a quanto pare, seppur maldestra ha avuto un buon riscontro (approfitto per ringraziare pubblicamente i miei 4 lettori fissi ed i commentatori: grazie, fate sentire l'impegno del blog meno vano).
Da qualche giorno spira una pessima brezza, un vento portatore di sfiducia e malcontento. Un'aria che in effetti è intorno al mio essere già da un pò, ma che fin ora mi ero rifiutato di inspirare. Solo che per quanto trattieni il fiato i polomoni reclamano il loro esercizio comunque, anche se l'aria è malsana. Poi sono leggermente asmatico, perciò vi lascio immaginare.
Come avrete capito sto scrivendo di me, dando al blog la forma del diario. Ho già un diario sul quale scrivo le mie riflessioni e le mie impressioni sulla vita, e devo ammettere che il tono delle sue pagine è quasi sempre fumesto. E' in effetti un contanitore di lamenti e sconforto, amarezze e filosofeggiamenti sullle cause i motivi e le dinamiche di ciò che causa tali pessimi momenti. Per riprendere la metafora sul vento si potrebbero intitolare quelle pagine: "Metereologie del mio animo". Però tranquilli non ho intenzione di connotare il blog anche di questo elemento. Con tutti i lagnoni che ci sono al mondo, considerando quelli che sfogano il loro "dolore" in poesia, stare a sentirmi non dev'essere il massimo. E allora, mi direte, perché postare queste tue impressioni personali negative?
Vi risponderò con una domanda:
Cosa rende Superman così mitico? I suoi super poteri?
E cosa rende Batman così ammirevole, anche se è sprovvisto di tali poteri?

Superman, una specie di Eracle contemporaneo (almeno finchè qualcuno non ne inventa uno nuovo) è il concentrato delle aspirazioni dell'uomo semplice. La nostra debolezza, i nostri fallimenti, i nostri limiti, si estinguono nel momento in cui desideriamo di essere in quel costume, con quei poteri, con quel mantello eccetera. Chissa quanti piccoli greci indossavano anche solo una pelliccia di capra fingendo d'indossare il vello del Leone di Nemea; così come oggi le magliette con la mitica Esse rossa spopolano, anche tra chi non conosce il fumetto. Così in quel momento di pura immaginazione, quando l'avventura che stai leggendo ti cattura fino all'ultima pagina, il miracolo sta avvennedo e tu sei Superman, e le tue debolezze, i fallimenti, i limiti spariscono d'incanto. Poi la storia finisce, ma dentro di te qualcosa è rimasto, l'immaginazione ha stipato per bene quell'emozione di forza e possenza, che non si sa mai, un giorno potrà tornare utile.


Batman, che ogni giorno, anzi ogni notte, prim'ancora che affrontare il crimine, affronta se stesso. Le sue angosce, le sue paranoie, le ansie, l'odio, la rabbia, il dolore sono i villain più pericolosi che egli possa trovare davanti. Più del Pinguino, di Due facce, di Mr Freeze, Poison Ivy eccetera, gli spettri del suo passato lo tormenta in ogni istante, compromettendo ogni possibilità di una vita "normale" (in fondo è un miliardario e potrebbe tranquillamente abbandonarsi ai vizi ed all'oblio, come molti di noi fanno anche se con pochi spicci in tasca). Perseo aveva forse paura all'idea di affrontare Medusa? Certo, ma partì lo stesso e si vestì di tenebra per sconfiggere il mostro pietrificatore; Batman abbraccia la sua paura, ingoia il suo dolore, educa la sua rabbia, attinge dal suo odio, si allena con le sue angosce sino a diventare una speranza per tutti i cittadini onesti della vessata Gotham. Chi non vorrebbe tutta quella forza di volontà?


Torniamo a noi ora.
Questi due nuovi miti sono una soluzione ai problemi personali?
No; altrimenti sarei da ricoverare per schizofrenia. L'immaginazione non è mail la sozione, ma un buon lenitivo. Ed i suoi eroi sono un incoraggiamento. Altrimenti come si spiega il bisogno atavico, che dai nostri antenati elladi ad oggi ci spinge ad inventare delle mitologie?
Così come sono un incoraggiamento le storie che anche da grandi ci accaniamo a leggere nel nostro momento di pausa dallo stress del quotidiano, desiderando, immaginando e sognando di indossare quei costumi e quei mantelli per superare con forza e coraggio lo sconforto che a volte ci morde.
Ed ora a voi la parola...
Cosa vi rinfranca quando l' "aria" che respirate si fa dura e pesante?

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